giovedì 12 novembre 2009
quando una serata tetra
sabato 31 ottobre 2009
quando il materasso ad acqua
Eccomi.
E' che tra settembre e ottobre sono successe molte cose, quasi tutte sgradevoli se non proprio brutte, e non avevo testa per scrivere. Nessuna ispirazione.
Tra le altre ci sono quelle che mi riguardano, che sono:
- febbriciattola ingiustificata
- dita dei piedi come quelle del pesce palla, se solo il pesce palla avesse i piedi e pure le dita
- piaga all'osso sacro peggiorata malamente nel giro di qualche giorno, e questo non è mai una cosa buona
- coagulazione del sangue impazzita, che se mi faccio un taglietto con il bordo di un foglio probabilmente muoio dissanguata.
Tutte queste cose insieme. Ero un po' nervosetta.
Ora la febbriciattola è andata, delle dita dei piedi non so più nulla perché adesso indosso le calze, la piaga sta migliorando (avete mai visto quanto fa schifo una piaga da decubito? a me una volta la fisiatra, per mostrarmi il miglioramento, mi fece vedere a tradimento una foto di una mia piaga, è mancato poco che un attacco di tachicardia mi portasse all'obitorio), la coagulazione è sempre pazza ma stabile (il che è bizzarro: limiti i medicinali e il livello di coagulazione dovrebbe scendere, invece no, boh).
Mi hanno dato il materasso ad aria. Però i miei familiari sono stati a lungo convinti, prima che arrivasse, che si trattasse di un materasso ad acqua, che a me ricorda tanto Jerry Calà, non so se perché in uno dei suoi film (tipo: "Vado a vivere da solo") ce l'aveva o se perché è un'associazione così, senza motivo.
Già sento gli urletti di invidia da parte di quelli che sono costretti alla dura legge del lattice, tuttavia per un tetra il materasso ad aria non è una goduria.
Innanzitutto non ne sento giovamento, perchè di fatto ci appoggio solo le spalle, essendo il resto un po' sul cuscino e un po' senza sensibilità tattile (però la piaga pare trarne giovamento). Inoltre i passaggi carrozza-letto ve li raccomando. Sarà questione di abitudine ma rischio sempre il volo. Un materasso ad aria non ha la stessa sostanza di un materasso di lattice, quindi le mani affondano e tu non sai che cazzo fare. Per fortuna c'è Dasvi che si prende cura di me.
Ah, mi toccherà raccontare di Dasvi, ma questo sarà un altro post.
mercoledì 28 ottobre 2009
quando tutti tranquilli
mercoledì 9 settembre 2009
quando è finalmente mercoledì
- "Io faccio questo lavoro per umanità, non per i soldi!" (mia risposta: allora non ha bisogno del nostro stipendio)
- "Lei dovrebbe essere più rispettosa!", urlato a distanza alle 23.40 di sera perché ero in ritardo sull'orario di marcia (mia risposta: innanzitutto non urli, inoltre io porto rispetto a tutti, se ho fatto un errore sia comprensiva, anche lei ne fa)
- "Io pretendo che lei mi scriva su un foglio che la responsabilità è sua!", sul fatto che non si trova più la cazzo di amuchina per disinfettare le buste per il cateterismo (mia risposta: lei ufficialmente non è neppure in questa casa, il problema non esiste)
- "Perché lei si sveglia alle otto e mezza fresca come una rosa, ma io non sono una macchina, sono stanca!", in relazione al punto n° 1 (mia risposta dopo 5 minuti di training autogeno per non esplodere: non si permetta di dire una cosa come questa, lei non ha idea di come io mi svegli la mattina, spesso già con un mal di schiena che so che mi sfiancherà per l'intera giornata, quindi non parli di cose che non sa)
- "Io domani faccio l'ultimo giorno, quindi per due settimane mi spettano... euro", ieri sera (mia risposta: cosa crede? che non l'avremmo pagata? stia tranquilla, non siamo ladri)
giovedì 27 agosto 2009
quando il solito muso
domenica 16 agosto 2009
quando le vacanze mancate
La trombosi mi impedisce di andare al mare o di prendere un aereo, e collina lago e montagna mi annoiano mortalmente.
Non è il primo anno, anzi. Sono più gli anni che ho passato da carrozzata senza vacanze che quelli con.
Però quest'anno ho malinconia e invidia per coloro che sono in giro.
Con tutto che alcuni amici sono qui e dunque vedo gente, mi pesa non essere su una spiaggia affollatissima. E, cosa che mi capita di rado, faccio i confronti con prima. Prima.
Prima non c'era volta che non partissi in estate. Magari anche solo due settimane (meno era inconcepibile, perlomeno d'estate), ma partivo. Come tanti della mia generazione, prime vacanze senza genitori dopo la maturità sulla costa romagnola.
Si guarda indietro abbellendo i ricordi già belli. Io non ne ho bisogno, erano vacanze straordinarie. Una volta partimmo in dieci, otto ragazze e una coppia. Beh, otto ragazze che si muovono in gruppo in un posto di mare non grandissimo fanno già notizia. Ci inseguivano, maschietti locali e non, la sera.
Io e la mia amica Ale iniziammo a farci prendere dal senso di incompiutezza della vacanza, quindi dopo una decina di giorni chiamammo le rispettive famiglie per supplicarle di mandarci soldi (si, non essendo nessuna di noi due figlie di genitori ricchi, arrivavamo alla supplica. Forse lei un po' meno, io di più).
Vaglia postale.
Ma dico, quanti saranno quelli che sanno o che ricordano cosa fosse (o sia) un vaglia postale?
Allungammo la vacanza fino a venti giorni, eravamo rimaste in cinque.
Che bello, fu una delle cose più belle mai vissute, pur con tutti i disagi di avere i soldi contati e di essere a piedi (più di una volta scarpinammo dalla discoteca a casa perché perdemmo l'ultimo autobus delle 4.30, nella notte pesta illuminata solo dalla luna).
D'accordo, questa malinconia sta impadronendosi di me come la bambina dell'Esorcista, quindi finisco qui.
Che almeno mi siano risparmiate centinaia e centinaia di foto delle vacanze altrui. Potrei mordere.
giovedì 30 luglio 2009
quando è ora di riprendere in mano le cose
lunedì 6 luglio 2009
quando una mattina è triste
sabato 27 giugno 2009
quando una gufaccia non riesce a prendere il volo
Non è stato tempo sprecato, VERO???
Quindici giorni fa mi sono decisa.
Preso appuntamento alla Commissione Patenti per richiedere l'idoneità ASL alla guida. Mi arriva la risposta e scopro con gioia che non devo più andare dove andai la prima volta (vicino, peccato mi avessero sospeso la patente per due anni a causa di un episodio pseudo-epilettico, tutto da dimostrare), questa volta c'è da farsi chilometri su chilometri e attraversare la città da un capo all'altro. Perfetto. Però di sabato. Un po' meglio.
Arriviamo (con autista e Moldava a seguito) poco prima dell'orario stabilito. Benché ci fosse scritto sui documenti inviati per mail ogni singolo movimento che l'aspirante guidatore dovesse fare, compreso il numero dei battiti cardiaci al minuto ammessi, c'è sempre una manica di imbecilli che interrompono la signora che fa l'appello. Li vorrei sterminare ma io non stermino le zanzare, figuriamoci gli umani.
Una ragazza viene chiamata all'appello, sembra filippina, consegna la documentazione e passa nel locale degli eletti. Mi passa prima accanto e ho la pessima idea di chiederle per che ora avesse l'appuntamento. Mi dice "9 e 20...", io ho un leggero episodio sincopatico. Tuttavia, dopo un venti minuti, viene chiamato il mio cognome, e giuliva mi avvicino al bancone. Uno mi taglia la strada, lanciandomi uno sguardo di traverso, tamarro come cantavano gli Articolo 31. E' bipede, come tutti, tranne un collega carrozzato. Si avvicina al bancone ma mi avvicino un po' anch'io, e sento la signora dire: "No! Io ho chiamato -mio cognome e nome-", tiè tamarro! Torna a sedere, va là!
Consegno tutto il consegnabile e faccio quest'altra mezz'oretta di attesa per essere visitata dalla commissione. Visitata è una parola molto grossa. Due movimenti, esame della vista, esame dell'udito tecnicissimo, con un ingegnere che mi bisbigliava parole, e quella stronza che mi analizza il movimento vuole farmi fare un test che feci già al primo tentativo, ciò significherebbe altro tempo da perdere. Eh no.
Allora col sorriso stampato in faccia racconto che ho già guidato macchine adattate in prova c/o l'ospedale, che sono pure brava a guidarle (ultima guida: applausi quando scesi, mica balle), che so quali adattamenti necessito, e via così. Niente. La stronza non è convinta, gli altri tre colleghi si, l'ingegnere non fa testo. Mi chiedono di uscire. Devono consultarsi. Merda.
Mi fanno rientrare e mi dicono: ok.
Un sospiro di sollievo interiore, esteriormente mi torna il sorriso di facciata. Invece vorrei prendere a morsi la stronza, ma questo non deporrebbe tanto a mio favore. Temo.
L'ingegnere mi fa la lista degli ausili necessari, mi mette un po' di timbri qui e là, infine mi consegna la documentazione.
Da lunedì ricerca scuola guida.
Da lunedì ricerca macchina. E qui sono messa male, perché non ho davvero idea di dove sbattere la testa.
Guiderò...
Guideròòòò...
Guideròòòòòò...
Guiiiiideeeeeròòòòòò!!!
lunedì 25 maggio 2009
quando no che non mi scordo

sabato 16 maggio 2009
quando anche delle buone notizie non dispiacerebbero
- levare e pulire il filtro - incastrato - della macchina del caffè senza sporcarsi;
- sciacquare il suddetto filtro senza che ti cada nella teglia sporca presente nel lavandino di cucina (che non è adattato, quindi la carrozza non gli va sotto, ma a fianco);
- prendere il caffè in frigo senza spetasciarlo per terra;
- prendere lo zucchero, posto ad un'altezza tale che ancora mi chiedo come abbia fatto senza farlo cadere a terra e chiamare le simpatiche formiche primaverili a raccolta;
- inserire il filtro pieno nella macchina del caffè senza bruciarsi;
- prendere il bicchiere dell'espresso ormai fatto - la tazzina non poteva andare bene, perché a causa dell'altezza del bancone di cucina non avrei visto la quantità - e portarlo sul tavolo senza scottarsi.
sabato 11 aprile 2009
quando una botta di fortuna
domenica 29 marzo 2009

È stata istituita per il 4 Aprile di ogni anno la Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale.
Un’occasione per far conoscere cosa sia una lesione al midollo spinale, quali effetti abbia sulla persona, il percorso terapeutico e psicologico, il coinvolgimento dei familiari, la ricostruzione di una vita, inevitabilmente diversa. Senza far mancare l’informazione sul percorso che la ricerca scientifica sta effettuando per trovare un modo per “riparare” il midollo danneggiato.
La lesione al midollo spinale è una patologia, o meglio sarebbe dire una condizione, di cui si sa ancora troppo poco. Si deve approfittare della giornata per divulgare non solo la conoscenza, bensì anche le esperienze delle persone che vivono questa condizione in prima persona. Bisogna sottolineare alla pubblica opinione che troppe volte le lesioni al midollo spinale sono traumatiche, a causa di incidenti stradali, sportivi o persino casalinghi, e dunque che non deve essere mai troppa la prudenza.
Il messaggio deve arrivare in primo luogo ai giovani, che sono i più colpiti dalle lesioni, affinché comprendano che l’imprudenza, fosse anche quella di un solo momento, può provocare conseguenze gravissime, che portano a un cambio radicale della propria vita, delle proprie abitudini, delle proprie aspettative.
Vorremmo inoltre che le persone colpite dalla lesione al midollo spinale vedessero riconosciuti i propri diritti, sanciti nella Legge quadro sulla disabilità n° 104/1992, e che venissero viste dagli occhi altrui innanzitutto come persone, anziché – come spesso accade – come disabili.
giovedì 26 marzo 2009
venerdì 20 marzo 2009
quando le persone che ti gravitano attorno
venerdì 20 febbraio 2009
quando una tragedia pubblica si trasforma in tragedia personale
martedì 3 febbraio 2009
quando una canzone dedicata ad un amico unico
Share the rest of my life
Share my innermost thoughts
Know my intimate details
Someone who'll stand by my side
And give me support
And in return
She'll get my support
She will listen to me
When I want to speak
About the world we live in
And life in general
Though my views may be wrong
They may even be perverted
Shell hear me out
And won't easily be converted
To my way of thinking
In fact she'll often disagree
But at the end of it all
She will understand
I want somebody who cares
For me passionately
With every thought and
With every breath
Someone who'll help me see things
In a different light
All the things I detest
I will almost like
I don't want to be tied
To anyone's strings
I'm carefully trying to steer clear of
Those things
But when Im asleep
I want somebody
Who will put their arms around me
And kiss me tenderly
Though things like this
Make me sick
In a case like this
I'll get away with it
sabato 17 gennaio 2009
quando l'isolamento
giovedì 8 gennaio 2009
quando una scrive delle scemenze
- ho dormito tantissimo, nessun infermiere o assistente domiciliare che mi venisse a rompere l'anima;
- ho fatto cose che rimandavo da giorni, senza fare quelle che rimando da mesi;
- ho avuto l'occasione per risentire Marco e Riccardo, due amici che attraversarono in giornata quasi mezza Italia per venirmi a trovare in ospedale;
- oggi ho messo il naso fuori e mi si è staccato causa congelamento istantaneo;
- oggi ho avuto troppi rapporti sociali inutili e ho mal di testa;
- oggi ho ricominciato la routine (in differita, causa neve di ieri)
sabato 27 dicembre 2008
quando sì, ok, ma quando?
venerdì 19 dicembre 2008
quando una vorrebbe scrivere un post ma non ha più tempo
lunedì 1 dicembre 2008
quando le partite di calcio su sky
- andare allo stadio;
- seguire i 479 programmi tv che la menano sulle partite in corso o appena terminate o commentate in tarda serata con tanto di immagini, moviola e riproduzione computerizzata;
- accendere la radio e seguire "Tutto il calcio minuto per minuto" come si faceva anni fa.
venerdì 14 novembre 2008
quando volare oh oh
domenica 9 novembre 2008
quando stavolta non tocca a te

sabato 1 novembre 2008
quando faccio le corna
Riesco a stare con gli altri senza digrignare i denti.
Riesco a vedere gli amici che ho trascurato a lungo, ma che hanno rispettato il mio silenzio.
Riesco a fare qualcosa di buono.
Oggi ho scritto a Capezzone, per l'uso terapeutico della cannabis.
Una sorpresa, mi ha risposto subito. E mi ha detto che è vero, bisogna affrontare la questione, malgrado le resistenze dei più.
Beh. Io non me lo aspettavo.
Dal momento poi che sono l'ultima al mondo che lo stima.
Oggi ha guadagnato almeno cento punti fragola.
martedì 21 ottobre 2008
quando fai prendere un coccolone
giovedì 9 ottobre 2008
quando ok, ora hai aspettato abbastanza
sabato 27 settembre 2008
quando e punto
domenica 14 settembre 2008
quando le paralimpiadi e la discriminazione
Al di là del fatto che sono trasmesse in un orario che mi è scomodo.
Ieri ragionavo. (strano)
E pensavo: perché le Paralimpiadi sono una manifestazione a parte? Secondo i valori che sono alla base dei giochi olimpici, non sarebbe più corretto inserire le gare, seppur "speciali", dentro le Olimpiadi?
Mi sembra che sia discriminatoria questa cesura tra le due manifestazioni. Ma so bene quanto il Comitato Paralimpico ci tenga ad avere una olimpiade tutta sua.
Il risultato è che quando si è spenta la fiamma al Nido d'Uccello, sono pochi quelli che sanno che invece, in questo esatto momento, e ancora per qualche giorno, la fiamma è accesa, e gli atleti paralimpici stanno cercando un risultato dopo anni di faticoso allenamento.
Non c'è grande attenzione da parte dei media, forse oggi sarà uno di quei giorni dove si ascolterà e si leggerà di Paralimpiadi: due ragazze cieche hanno trionfato nel nuoto, e il Presidente della Repubblica ha chiamato Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico, per congratularsi per i risultati fino ad oggi ottenuti e manifestare la sua volontà di incontrare i campioni paralimpici.
Una volta i campioni olimpici, una volta i campioni paralimpici.
No.
No, non mi sembra giusto.
Il comune denominatore è "campioni olimpici". Dovevano essere ricevuti tutti insieme.
Verrà un giorno quando le Paralimpiadi non esisteranno più perché unite alle Olimpiadi?
Non sarebbe una sana integrazione tra due mondi sportivi che ogni quattro anni potrebbero incontrarsi?
Non sarebbe un'occasione per rinforzare la cultura della reale integrazione tra disabili e normodotati?
Forse ho sognato troppo.
mercoledì 10 settembre 2008
quando non c'ho voglia
Dicono tuttavia faccia bene, mah, io sono sempre un po' perplessa.
Per altro la mia fisioterapista, che è una ragazza giovane proprio carina in tutto, ieri voleva svignarsela dopo mezz'ora, ma l'arpia che è in me trova che sia un po' illecito, perché se uno è pagato per tot minuti quelli deve fare, e quindi l'ho praticamente costretta a rimanere e mi è pure dispiaciuto. Ma siccome si tratta di soldi pubblici, si trattava di difendere anche il denaro della collettività, perdinci. Mica solo il mio.
Domani ricomincio a mettere con regolarità il naso fuori casa per altro genere di cose. Cioè inizia la routine. Io detesto già la parola in sè perché francese, figuriamoci il concetto.
"Mi viene il vomitooooo..." come direbbe Vasco.
E tuttavia, quando viene a mancare, uno, anzi, io, mi sento un po' spaesata.
Però poi trovo la via e arrivo nel paese dei bambini che ti stordiscono con la loro esagerata mobilità ed esagerato chiacchiericcio ed esagerato "cercherò di fare un danno", nel paese degli amici in vacanza che ti messaggiano per qualsiasi cagata e ti telefonano e ti fanno ridere, nel paese degli amici tornati che ti raccontano le loro vacanze, nel paese dei vicini tutti gentilissimi dopo le ferie.
E allora è pure bello spaesarsi un po', non lo sarebbe se durasse sempre, per questo c'è 'sta cazzo di routine.
Ma non c'ho voglia.
Ancora.
